La scelta dei testi
Nello scegliere i testi per i bambini solitamente si cerca materiali appositi “per bambini” di una certa fascia di età.
Noi non lo facciamo, o meglio, abbiamo i materiali creati da noi, materiali “per bambini” e materiali per adulti, enciclopedie… in pratica usiamo tutto quello che troviamo di qualità mettendolo a disposizione dei bambini indifferentemente dal livello, anche testi che sembrano troppo complicati come i libri per adulti e i testi universitari.
Se una cosa è valida, poco importa per chi è scritta, possiamo usarla.

Semplificazione e bambinese
Solitamente si tende a semplificare il testo, ossia l’adulto legge il testo e poi lo racconta “in bambinese” al bambino. In questo modo il bambino può anche capire l’argomento con facilità ma non c’è alcun miglioramento nella capacità di apprendere. In questo caso il bambino si rapporterà unicamente al CONTENUTO del testo e non alla STRUTTURA del testo. Detto in parole povere, il bambino si limiterà ad imparare quello che gli raccontate ma non sarà mai in grado da solo di leggere e capire cosa c’è scritto in quel testo o in testi simili.
Avendo scelto di lavorare sulle capacità di base e sull’autonomia invece che sugli arricchimenti culturali, per noi il fatto che il bambino impari i funghi, come i sumeri o come chissà che altro, passa in secondo piano rispetto alla capacità di leggere e comprendere testi più o meno complessi, che è una competenza che rimarrà ai bambini per tutta la vita.
Di conseguenza spiegare le cose in bambinese non raggiunge i nostri obiettivi e non è una tecnica che usiamo nell’affrontare i testi complessi (analizzando però i materiali della WWA potreste vedere che sono scritti in un linguaggio piuttosto semplice e chiedervi se questa semplificazione non vada contro quello che sto per raccontarvi. Non è così perché i materiali teorici che abbiamo creato sono realizzati per memorizzare i contenuti nel modo più semplice possibile e allenarsi sulle tecniche di studio; la lettura di testi complessi è un’altra abilità e per oggi ci focalizziamo solo su quella.)
Leggere testi complessi
E quindi come facciamo a far leggere un testo complesso di un livello di comprensione molto superiore a quello dei bambini, come ad esempio un testo universitario?
Ci sono diversi step da seguire, usando uno o l’altro a seconda della difficoltà del testo rispetto al livello del bambino e togliendo gli aiuti in modo graduale. Questo significa che se il bambino all’inizio del libro non capisce niente, si possono usare tutti gli step, continuando però la lettura, man mano che la comprensione aumenta si possono cominciare a ridurre gli step e lasciare più autonomia al bambino.
Ricordiamoci che l’analisi di un testo complesso, di gran lunga superiore alla comprensione attuale del bambino, è un’attività particolarmente angosciante e stressante. I bambini richiedono l’attenzione dell’adulto su di loro e la vicinanza fisica, oltre che il supporto attraverso sguardi e parole. Dategliela, a nessuno piacerebbe essere lasciati soli in una cosa che si rende conto di non poter fare da solo. E’ come fare un corso di aggiornamento accelerato, porta enormi risultati e orgoglio una volta terminato ma nel frattempo c’è bisogno dell’accompagnamento e del coinvolgimento emotivo. Ne hanno bisogno e se lo meritano, non lasciamoli soli.
Ora analizziamo gli step da seguire.
Step 1: Leggi e dimmi cosa hai capito
La prima fase è quella classica della WWA che trovate segnata anche su molti dei materiali teorici, ossia:
- Skimming
- Prelettura
- Preconoscenze
Abituare i bambini a fare questi tre passaggi non è facile ma sono un enorme risparmio di tempo per voi e per i bambini.
In genere noi analizziamo un capitolo a “lezione”. L’unica cosa da ricordare, se il testo è particolarmente lungo, invece di far analizzare nei 3 passaggi l’intero capitolo al bambino, proseguite paragrafo per paragrafo. Fategli analizzare il primo paragrafo e continuate con gli step esclusivamente sul primo fino a che non è stato compreso e solo dopo passate al prossimo.
Se il bambino ha interpretato correttamente il significato, chiedetegli di leggere il testo e poi di spiegarvi il significato. Se ha capito, lasciate pure che lavori sul testo in autonomia. Se non lo fa, passate allo step successivo.
Step 2: Io leggo e tu ascolti
Subito dopo il lavoro del bambino, inizia quello dell’adulto.
Leggete il testo così com’è, senza spiegazioni o semplificazioni.
Resistete alla tentazione di lanciarvi in spiegazioni sul significato delle frasi e dei termini, soprattutto quando vi trovate a che fare con parole che non conoscete nemmeno voi, solo per raccontare a voi stessi di aver capito il contenuto del testo. Questa tentazione vi verrà, prima o poi capita a tutti, resistete. Se anche voi o il bambino non capite, non preoccupatevi: scoprire ciò che non si sa è l’essenza della vita. Nessuno si aspetta che sappiate tutto o che comprendiate ogni cosa.
A seconda del testo e del livello del bambino valutate se leggere frase per frase o paragrafo per paragrafo. Più il testo è complesso rispetto al livello attuale del bambino, meno dovete leggere.
Una volta letta la frase/paragrafo, chiedete al bambino se ha capito e se vi dice di sì, se vi può spiegare a parole sue il significato. Se effettivamente ha capito, continuate la lettura; se non l’ha fatto, passate al prossimo step.
Se avete letto paragrafi e il bambino non ha capito, rileggete il paragrafo frase per frase, solo se non capisce, passate allo step 3.
Step 3: Ti spiego e ti faccio esempi
Solo dopo che il bambino ha analizzato e ascoltato il testo si può passare alla fase di semplificazione. Anche se credete che il bambino non possa capire il testo fate comunque i passaggi precedenti: l’obiettivo è renderlo autonomo per cui trattiamolo come se lo sia.
Come già spiegato nei passaggi precedenti, in questa fase si procede frase per frase.
Rileggiamo la frase e spieghiamola al bambino, specificando il significato dei termini e portando esempi di vita quotidiana.
Questa fase è importante ma nella maggior parte dei casi e dei testi non è necessaria per tutto il capitolo perché se il divario tra la complessità del testo e il livello del bambino non è eccessivo, basteranno gli step precedenti.
In altri casi invece sarà da applicare per tutto il testo, in quel caso unite gli step 2 e 3 in questo modo:
- leggete una frase
- chiedete al bambino se ha capito
- spiegate la frase
- chiedete se ha capito
- passate alla successiva
Step 4: spiega e riassumi
Come passaggio finale, al termine del capitolo, chiediamo al bambino di spiegare quello che ha capito del capitolo. Questa fase è importante per vedere se il contesto generale è stato compreso.
Se non lo è, rileggete i paragrafi che sono stati fraintesi e spiegate il paragrafo incriminato, questa volta non frase per frase come nello step 3 ma passando direttamente ai paragrafi.
La comprensione in questa fase è importantissima! Da questo momento in poi il bambino verrà lasciato in autonomia a lavorare sul testo, per cui assicuratevi che abbia capito e che il bambino sia sicuro di aver compreso tutto.
Riassumi
Una volta compreso il testo, indifferentemente dagli step usati, è il momento di prendere appunti e fare riassunti del capitolo letto. In questa fase il bambino è autonomo. Il riassunto si può fare il giorno stesso o i giorni successivi (solitamente i bambini preferiscono leggere un giorno e riassumere la volta successiva, anche se ci sono stati casi di bambini che hanno deciso di farlo subito o dopo la lettura di diversi capitoli).
Precisazione: se il libro è complesso e i bambini non hanno tanta esperienza nelle tecniche di studio, si può aiutarli evidenziando i concetti più importanti. Il lavoro di sottolineatura però deve essere fatto dall’adulto senza la presenza dei bambino, che deve trovarsi a lavorare sul testo da solo.
Il capitolo viene dato al bambino e gli viene detto di segnarsi i concetti più importanti e più rilevanti per lui nel modo che preferisce (testi, lapbook…). Se avete sottolineato, non preoccupatevi se il bambino non segna tutto quello che avete evidenziato o segna altre cose, lui è protagonista del suo apprendimento, la sottolineatura è un aiuto non un obbligo; ognuno di noi impara ciò che consideriamo rilevante.
Ricordate solamente ai bambini di non copiare frase per frase, nel loro riassunto i concetti devono essere spiegati in modo da essere compresi anche a distanza di mesi. Le frasi possono essere semplificate, ci possono essere esempi, disegni… però è il loro lavoro, oltre a ricordarglielo non intervenite in quello che fanno.
Precisazione: le prime volte potrebbe capitare che in questa fase i bambini vi dicano che non hanno capito il testo, in questo caso riprendete la lettura dell’intero capitolo come segnalato nelle frasi precedenti MA ditegli che se non capiscono quando leggete la prima volta è necessario che lo segnalino perché una volta che loro dicono “ho capito” voi li prendete in parola. Fingere di ascoltare o capire per finire il compito il più velocemente possibile non serve né a voi né a loro ed è necessario che lo comprendano. Una volta che i bambini avranno capito che non studiano per voi ma per sé stessi questa cosa smetterà di verificarsi, o al limite capiterà ancora qualche volta in giornate in cui i bambini saranno apatici e avranno bisogno di un intervento esterno per ricordare che stanno studiando per sé stessi ma poi gradualmente finirà del tutto.
Pericoli e avvertenze
Se non siete necessari, fatevi da parte
Mentre fate questo lavoro con i bambini, ricordate che lo state facendo per loro e non per voi stessi. Voi siete un aiuto alla comprensione ma il rapporto è tra il BAMBINO e il TESTO. Se non siete necessari, fatevi da parte, ci saranno altre occasioni in cui la vostra presenza sarà richiesta.
Il delirio da onnipotenza
Socialmente gli adulti tendono a soffrire di una malattia fin troppo diffusa che si chiama delirio da onnipotenza xD Non cascateci. Non siete meglio dei bambini solo perché avete vissuto più a lungo di loro, certo potete educarli ed insegnargli alcune cose ma non siete in possesso della verità assoluta né avete alcun accesso privilegiato alla conoscenza. Rispettate il diritto dei bambini ad imparare.
Nell’approcciarci a nuove conoscenze tutti iniziamo dallo stesso punto di partenza: scegliamo i nostri obiettivi, confrontiamo le informazioni che incontriamo con quelle che già abbiamo, facciamo errori, decidiamo se fidarci o meno, selezioniamo le informazioni e le applichiamo a modo nostro.
Se i bambini fanno questi passaggi in modo diverso rispetto a come li fareste voi, è perché siete persone diverse e avete esperienze diverse.
Quello che vogliamo è mettere i bambini a contatto con quelle conoscenze e aiutarli a raggiungere i loro obiettivi, non creare cloni di noi stessi che ripetano le conoscenze che abbiamo noi a pappagallo. Non cascate nella trappola di imporgli le vostre conoscenze.
Il dramma del controllo
Sempre legato al delirio da onnipotenza, c’è la tendenza ad avere il controllo sulla vita dei bambini. Bene, per quanto ci proviate non ce l’avrete mai per cui mettetevi il cuore in pace, bevete qualche tisana alla camomilla e prendete un profondo respiro. Ognuno ha il diritto alla propria vita e se avete bisogno di controllare quello che fanno gli altri, che si tratti di vostro figlio, del vostro partner o della vicina dall’altra parte della siepe, allora forse è il caso di riprendere urgentemente in mano la vostra vita e il vostro passato. In sintesi: non cercate di controllare tutto quello che fanno mentre studiano!
Non dare aiuti non richiesti
I bambini hanno bisogno di fiducia e, per quanto possa essere dura da accettare, hanno bisogno di sbagliare. Una regola di base, valida sempre, è quella di non dare aiuti non richiesti. Se il bambino vi dice che ha capito, ha capito punto. Anche se non è vero, anche se fa cose che a voi sembrano o che sapete essere sbagliate, cercate di non intervenire o, a seconda della situazione, limitatevi a farglielo notare. Se continua o se sbaglia, se ne accorgerà successivamente quando prenderà in mano il materiale per studiare.
Sostituirsi al bambino
In alcuni casi gli adulti tendono a sostituirsi al bambino “perché essendo più grandi sanno fare le cose meglio”. Non fatelo. Se sapete fare le cose meglio, mettetevi a studiare qualcosa che non conoscete, sarà molto più sano che imporvi su quello che sta imparando il bambino, il quale tra l’altro imparerà molto meglio se non vi ha con il fiato sul collo.
In altri casi invece ci sono bambini insicuri che chiedono continuamente l’aiuto… non dateglielo. Ditegli che ci siete, che siete con lui e che non c’è problema se sbaglia. Se vedete che c’è effettivamente bisogno di aiuto, affiancate il bambino ma non cedete alla tentazione di sostituirvi a lui, come lui invece vorrebbe, il lavoro è suo e deve prendere gradualmente consapevolezza del fatto che è capace e che nessuno si aspetta miracoli da lui, anzi, nessuno si aspetta nulla e basta perché lo studio non è per gli altri, è per sé stesso.




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