Leggere, ascoltare o studiare non significa capire. Capire è un’abilità importante che abbiamo ma per usarla bisogna esercitarla.

Qui troverete:

  1. Come funziona la comprensione
  2. I livelli della comprensione
  3. Schemi e script
  4. I lettori

Prima di iniziare, se non l’hai già fatta, ti invito a fare una breve sessione di meditazione! La trovi a questo link: Che cos’è la Meditazione – I primi passi. In alternativa puoi chiudere gli occhi e fare dei respiri profondi concentrandoti su te stesso con l’intenzione di ricaricarti e di essere attivo.

Una volta pronto a studiare scorri velocemente la pagina cercando di capire di cosa parlerà e se sai già qualcosa sull’argomento. Poi comincia a leggere.

Quando hai finito, chiudi gli occhi e prenditi un momento per respirare e caricarti di energie. Una volta fatto, prenditi 5 minuti per saltellare, correre, rotolare, insomma, muoviti e fai ginnastica! Buon divertimento!


Che cos’è la comprensione? Ricordare e ripetere le informazioni NON è comprendere.

E’ possibile ripetere perfettamente, anche in parole proprie un testo ma non averlo compreso ed è questo un grosso errore che viene fatto nella scuola tradizionale: si presentano ai bambini informazioni su informazioni e all’interrogazione o nella verifica viene chiesto loro di ripeterle. Solamente che possono ripeterle alle perfezione e non aver capito nulla, l’analfabetismo funzionale è un problema grossissimo della nostra società: siamo pieni di persone che sono in grado di leggere e scrivere MA non capiscono le informazioni che hanno davanti.

Comprendere non significa nemmeno apprendere, che è un livello superiore. Per apprendere bisogna memorizzare, comprendere E utilizzare le informazioni ricevute come trampolino di lancio per imparare cose nuove. Per esempio, se ho memorizzato le caratteristiche dei mammiferi e le ho capite, sarò grado di dire che l’Okapi è un mammifero e conoscere alcune caratteristiche del suo stile di vita anche se nessuno me ne ha mai parlato prima.

Quindi che cosa significa comprendere?

Comprendere significa avere un’immagine coerente dell’argomento di cui si sta parlando ed essere in grado di ricavare dal testo informazioni che ci sono o che non ci sono scritte.


Esempio di comprensione

Per esempio leggiamo “La camicia dell’uomo contento” trascritta dal friulano in italiano da Italo Calvino.

Un Re aveva un figlio unico e gli voleva bene come alla luce dei suoi occhi. Ma questo Principe era sempre scontento. Passava giornate intere affacciato al balcone a guardare lontano.
– Ma cosa ti manca? – gli chiedeva il Re. – Che cos’hai?
– Non lo so, padre mio, non lo so neanch’io. –
-Sei innamorato? Se vuoi una qualche ragazza dimmelo, e te la farò sposare, fosse la figlia del Re più potente della terra o la più povera contadina!
-No, padre, non sono innamorato. – E il Re a riprovare tutti i modi per distrarlo! Teatri, balli, musiche, canti; ma nulla serviva, e dal viso del Principe di giorno in giorno scompariva il color di rosa. Il Re mise fuori un editto, e da tutte le parti del mondo venne la gente più istruita: filosofi, dottori e professori. Gli mostrò il Principe e domandò consiglio. Quelli si ritirarono a pensare, poi tornarono dal Re.
– Maestà, abbiamo pensato, abbiamo letto le stelle; ecco cosa dovete fare. Cercate un uomo che sia contento, ma contento in tutto e per tutto, e cambiate la camicia di vostro figlio con la sua. – Quel giorno stesso, il Re mandò gli ambasciatori per tutto il mondo a cercare l’uomo contento. Gli fu condotto un prete:
– Sei contento? – gli domandò il Re.
– Io sì, Maestà!- Bene.
– Ci avresti piacere a diventare il mio vescovo?
– Oh, magari, Maestà! Va’ via! Fuori di qua! Cerco un uomo felice e contento del suo stato, non uno che voglia star meglio di com’è. – E il Re prese ad aspettare un altro. C’era un altro Re suo vicino, gli dissero, che era proprio felice e contento: aveva una moglie bella e buona, un mucchio di figli, aveva vinto tutti i nemici in guerra, e il paese stava in pace. Subito, il Re pieno di speranza mandò gli ambasciatori a chiedergli la camicia. Il Re vicino ricevette gli ambasciatori e:
– Sì, sì, non mi manca nulla, peccato però che quando si hanno tante cose, poi si debba morire e lasciare tutto! Con questo pensiero, soffro tanto che non dormo alla notte! – E gli ambasciatori pensarono bene di tornarsene indietro. Per sfogare la sua disperazione, il Re andò a caccia. Tirò a una lepre e credeva d’averla presa, ma la lepre, zoppicando, scappò via. Il Re le tenne dietro e s’allontanò dal seguito. In mezzo ai campi, sentì una voce d’uomo che cantava la falulella . Il Re si fermò: ‘Chi canta così non può che essere contento!’ e seguendo il canto s’infilò in una vigna, e tra i filari vide un giovane che cantava potando le viti.
– Buon dì, Maestà, – disse quel giovane.
– Così di buon’ora già in campagna? – Benedetto te, vuoi che ti porti con me alla capitale? Sarai mio amico.
– Ahi, ahi, Maestà, no, non ci penso nemmeno, grazie. Non mi cambierei neanche col Papa.
– Ma perché, tu, un così bel giovane…
– Ma no, vi dico. Sono contento così e basta. – ‘Finalmente un uomo felice!’, pensò il Re.
– Giovane, senti: devi farmi un piacere.
– Se posso, con tutto il cuore, Maestà.
– Aspetta un momento, – e il Re, che non stava più nella pelle dalla contentezza, corse a cercare il suo seguito:
– Venite! Venite! Mio figlio è salvo! Mio figlio è salvo -. E li porta da quel giovane.
– Benedetto giovane, – dice, – ti darò tutto quel che vuoi! Ma dammi, dammi…
– Che cosa, Maestà? – Mio figlio sta per morire! Solo tu lo puoi salvare. Vieni qua, aspetta! – e lo afferra, comincia a sbottonargli la giacca. Tutt’a un tratto si ferma, gli cascano le braccia. L’uomo contento non aveva camicia

Per capire il testo possiamo farci diverse domande, le cui risposte a volte saranno scritte e a volte no.

  • Cosa sta cercando il re? – la risposta è scritta
  • In che stagione si svolge la storia? – la risposta non c’è, dobbiamo trovare gli indizi nel testo e cercare di capirlo
  • Perché il principe è triste e il povero è felice? – la risposta non c’è, dobbiamo trovare gli indizi nel modo di pensare dell’autore, nel suo periodo storico, nel messaggio che voleva trasmettere…

Capire significa andare oltre le parole e trovare il vero significato del testo.


Come fa il cervello a comprendere?

Quando leggiamo il testo per comprenderlo, nel nostro cervello succedono diverse cose:

  • Il testo entra nella memoria e viene analizzato ed elaborato passando da una scritta (o video o quello che è), al linguaggio in cui la mente conserva le informazioni.
  • Le informazioni attraversano il buffer episodico in cui vengono confrontate con le conoscenze che la persona ha già per decidere cosa conservare e cosa buttare e come le nuove informazioni dovranno essere collegate alle vecchie per essere conservate.
  • Le informazioni nella mente e i collegamenti celebrali vengono modificati più e più volte attraverso il confronto con le nuove informazioni.

Si può comprendere le cose in modi diversi:

  • superficiale: guardi cosa trovi tra le onde del mare, pesciolini, alghe…
  • locale: ti immergi ed esplori i tesori del fondale marino trovando coralli, stelle marine, relitti dimenticati
  • globale: scopri le leggi che governano il mondo: come le maree sono influenzate dalla luna, come si muove l’acqua nel pianeta…

Comprendere è essere dei detective del testo ma come in tutti i lavori, ci sono dilettanti, professionisti e poi c’è Sherlock Holmes.

Il livello superficiale

Per prima cosa esploriamo le singole parole e frasi del testo. Guardiamo quello che c’è scritto, controlliamo di aver capito tutto.

Facciamoci domande su quello che leggiamo e verifichiamo se ogni parola e ogni frase è chiara.

Qui indaghiamo su quello che c’è scritto. Per il detective è il momento di trovare le prove: è rimasto qualche oggetto del ladro nella stanza? ci sono segni di scasso?

Il livello locale

Dopo aver capito cosa c’è scritto parola per parola e frase per frase, concentriamoci sul significato del testo analizzando diverse frasi insieme e cerchiamo di capire cosa sta succedendo, andando anche alla ricerca di cose che il testo non dice espressamente.

Per esempio, nel testo possiamo dire che il re ha trovato l’uomo felice in estate perché stava potando le viti (e si fa in estate o in inverno). La storia originale viene dal Friuli, se fosse stato inverno, non portando la camicia l’uomo felice sarebbe stato morto congelato o con una seria polmonite, di certo non in grado di cantare.

Qui indaghiamo su quello che non c’è scritto, sugli indizi che ci portano a conclusioni più o meno giuste e sbagliate. Per un detective è il momento di mettere insieme gli elementi della scena del crimine: perché la finestra era aperta? Cosa ci faceva il bottone della giacca sul tavolo?

Il livello globale

I detective geniali vanno ancora più a fondo, dopo aver trovato le prove (quello che c’è scritto nel testo) e collegato gli indizi per capire che cosa è successo (quello che non c’è scritto), è il momento di capire perché è successo quello che è successo.

Perché l’autore ha scelto proprio quei personaggi? Perché ha voluto scrivere la storia? Che messaggio voleva dare? Perché ha scelto il principe infelice e il povero felice e non il contrario?

In questo livello non analizziamo tutto il testo ma solo alcuni elementi che consideriamo più importanti o che sono legati da relazioni temporali (prima è successo questo, poi quello…) o causali (è successa questa cosa che poi ha fatto sì che ne succedesse un’altra). Per capire il significato del testo è necessario che gli elementi che analizziamo siano coerenti l’uno con l’altro, per esempio ci ricordiamo che il re ha scoperto che il figlio stava male ed è andato a cercare una cura ma non ci ricorderemmo se l’autore avesse scritto che il figlio stava male ed il re è andato a giocare a bocce; non c’entra niente e la mente elimina il collegamento incoerente).

Per capire cosa c’è scritto nel testo usiamo sia le informazioni scritte nel brano, sia le conoscenze che abbiamo su come funziona il mondo. In pratica confrontiamo le informazioni nuove (testo) con quelle che abbiamo già nella memoria a lungo termine.

ATTENZIONE: ognuno di noi ha informazioni diverse nella memoria a lungo termine, il che significa che persone diverse possono capire il testo in modo diverso.

Come abbiamo visto, per capire, a qualsiasi livello, dobbiamo confrontare le informazioni nuove con quelle che abbiamo già. Però qui sorge un problema, o meglio, IL problema: perché non sempre capiamo quello che ci succede attorno, vediamo o leggiamo?

Le conoscenze che abbiamo nella memoria a lungo termine ci permettono di:

  • capire quali informazioni sono le più e meno importanti
  • organizzare meglio le nuove informazioni
  • capire cosa succederà nel testo o cosa significheranno quelle informazioni
  • memorizzare e recuperare meglio le informazioni

Tutto bellissimo, vero? C’è solo un problema, cosa facciamo se NON abbiamo quelle informazioni già presenti nel cervello? Semplice, leggiamo e non capiamo nulla, o capiamo solo in parte.

La mancanza di esperienza diretta e l’educazione alla ripetizione che la maggior parte della gente ha subito fin da piccola ha fatto sì che il numero di persone che leggono ma non capiscono il significato sia altissima. Un caso o una manovra politica voluta? In ogni caso il problema rimane perché una popolazione incapace di capire, è una comitiva di ubriachi al volante: non sanno quello che fanno rischiando di ammazzarsi e ammazzare tutti coloro che hanno la sfortuna di incontrarli. Un paragone esagerato direte voi? Forse o forse no, guardatevi attorno e giudicate.

Erika Chisaki

Ogni volta che leggiamo un testo e ci sembra difficile, o pensiamo di averlo capito ma in realtà non è così, è perché non abbiamo le conoscenze pregresse per capirne il significato.

Schemi mentali

Per capire il testo abbiamo bisogno di schemi mentali riguardo alle informazioni che leggiamo: per esempio nel testo dell’uomo felice si parla di un Re, ma se si parlasse di un Khan invece che di un re, il testo non sarebbe altrettanto chiaro; nella nostra mente sappiamo come si comporta un re, conosciamo il significato della parola, sappiamo cosa aspettarci… ma non è lo stesso per il Khan che, pur essendo un sovrano, appartiene ad una cultura completamente differente.

Gli schemi mentali sono delle informazioni che abbiamo riferite ad un argomento (nell’esempio, e informazioni che abbiamo sulla parola “re”).

Gli script

Un tipo particolare di schema mentale, molto importante quando si legge, è lo script. Lo script è esattamente ciò che sembra: un copione su come ci si comporta nella vita. Per esempio nel testo, il contadino pota le viti, ma perché lo sta facendo? Noi sappiamo che la gente pota le viti per far crescere meglio l’uva, fare il vino, berlo o venderlo. Lo sappiamo grazie ai nostri script, ma se il contadino invece di potare le viti le stesse ricoprendo di fiori appena raccolti, capiremmo cosa sta facendo? Probabilmente no perché nelle nostre aspettative di vita, le viti non si ricoprono di fiori.

Il lettore inesperto prima di iniziare a leggere si fa un’idea dell’argomento sulla base delle sue conoscenze o di che cosa gli sembra e quando legge rimane fisso su quell’idea senza trovare informazioni nascoste, senza accorgersi di incongruenze o contraddizioni.

Per esempio se è convinto che un testo parli di come si fa un gelato alla fragola, ogni volta che nel testo leggerà “frutta” penserà alle fragole (anche se il testo magari sta parlando di mele) e non si accorgerà nemmeno che da qualche parte c’è scritto che la frutta fa male (SBAGLIATISSIMO!).

Questo succede perché i lettori inesperti interpretano quello che c’è scritto sulla base di quello che sanno o credono di sapere senza però rielaborare le informazioni o mettere in discussione le loro conoscenze.

Un buon lettore invece è anche un buon detective: legge il testo andando alla ricerca di indizi, modifica le sue idee sull’argomento confrontando ciò che sa con ciò che c’è scritto e si accorge se il testo dice cose che non corrispondono a ciò che sa o se non è coerente in sé stesso.

Per esempio se è convinto che un testo parli di come si fa un gelato alla fragola, appena inizierà a leggere si accorgerà che il testo parla di come fare il gelato con ogni tipo di frutta e quando troverà la frase “la frutta fa male” la confronterà con quello che sa già sulla frutta (ossia che fa benissimo) e sceglierà a cosa credere sulla base della sua esperienza.

In pratica un buon lettore è una persona in grado di manipolare le informazioni vecchie e nuove e confrontarle tra loro più e più volte.

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