“Quando vado via mio figlio fa le cose che sa che non voglio che faccia. Vorrei potermi fidare di lui. ” La fiducia è un sentimento, significa avere delle aspettative positive rispetto a sé stessi o a qualcun altro. Quando abbiamo aspettative positive ci sentiamo sicuri e tranquilli ma quando le nostre aspettative non si avverano ci innervosiamo perché la nostra idea di come funziona il nostro mondo traballa.
I sentimenti sono personali
I sentimenti sono personali
La fiducia è un sentimento e come tutti i sentimenti, è personale. Il che significa che non sono gli altri a farci arrabbiare, renderci tristi, felici o spaventati ma che sono le nostre esperienze che ci rievocano determinati sentimenti. La fiducia è uno di questi.
Mi fido di me stesso se nella mia vita ho avuto numerose esperienze che mi hanno dimostrato che il mio modo di agire ha avuto successo.
Mi fido degli altri se nella mia vita ho avuto numerose esperienze che mi hanno dimostrato che gli altri si comportano come io mi aspetto.
Questo significa che se ho un’idea positiva degli altri o di me stesso deriva dalla mia esperienza e non dalla situazione! Noi viviamo in una realtà falsa, nel senso che il modo in cui guardiamo il mondo non è oggettivo, noi vediamo ciò che ci aspettiamo vedere. Se non mi fido di me stesso vedrò solo le volte in cui faccio sbagli abissali; se non mi fido degli altri vedrò solo quando gli altri reagiscono in un modo diverso da quello che mi aspettavo.
Tradotto nella relazione con i bambini, se non mi fido di mio figlio vedrò solo le volte in cui fa qualcosa che va contro quello che mi aspettavo e non vedrò tutte le volte in cui invece le cose vanno “nel verso giusto”. Se invece mi fido vedrò l’opposto.
Fiducia o obbedienza?
La fiducia non è obbedienza. Molto spesso usiamo la parola fiducia come sinonimo di “fai quello che io voglio che tu faccia” ma non è così. Quella è semplice e pura obbedienza. Non dico che sia sbagliato usarla in qualche situazione ma chiamiamo le cose con il loro nome, anche se non ci piace.
Una persona non può tradire la nostra fiducia. Dire “non mi posso fidare di te” non ha più senso di dire “mi hai fatto arrabbiare”, entrambe sono false e sbagliate, i sentimenti sono nostri e gli altri non hanno la responsabilità per quello che proviamo.

Certo sono frasi comuni ma è la logica dello scaricabarile, è un modo di fuggire dalle situazioni perché se mi rendo conto che i miei sentimenti dipendono da me, poi devo fare la fatica di andarci a lavorare e prenderne il controllo.
E’ molto più facile dire “è tutta colpa tua se mi sento così” o “è grazie a te che mi sento così” perché in questo modo non devo fare niente, mi lamento se c’è qualcosa che non va ma nei fatti non faccio nulla per cambiare la situazione.
Anni fa mi trovavo in grossa difficoltà quando i bambini non mi ascoltavano, era una situazione che mi faceva sentire molto frustrata. Poi un giorno mi sono fatta una domanda che ha cambiato il mio approccio con tutti, non solo con i bambini, cioè, perché mi dovrebbero ascoltare? Io mi aspettavo che loro lo facessero ma nei fatti se ascoltarmi o no è una loro scelta, sono persone diverse da me e io non ho nessun diritto di proiettare le mie aspettative su di loro.
Esattamente come io non ho nessun obbligo di ascoltare gli altri o di aspettarmi qualcosa da loro, loro non hanno nessun obbligo verso di me. Se non mi piace la situazione che si è creata con delle persone o con me stessa ci parlo o faccio le mie scelte ma sono appunto le mie scelte, non è una responsabilità degli altri ma mia.
Non possiamo aspettare che siano le persone attorno a noi a decidere di cambiare per rendere la nostra vita più positiva. Anche se gli altri cambiassero e le circostanze fossero favorevoli, la nostra vita rimarrebbe esattamente uguale.
Se vogliamo cambiare qualcosa dobbiamo farlo noi e da qui non si scappa.




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