La storia della famiglia
Raccontare le storie della propria famiglia, parlare dei parenti, crescere i bambini a stretto contatto con il proprio albero genealogico è molto importante.
Non è un argomento di cui si parla spesso e non fa parte del “kit delle conoscenze base per genitori” che tutti si sentono in dovere di dire ai neogenitori eppure è fondamentale.
Non conoscere le proprie storie di famiglia e le origini genera disagi emotivi e psicologici nei bambini. Non sapere da dove si arriva, non riconoscere il proprio contesto familiare può farli sentire isolati o “persi” indebolendo il proprio senso di identità personale.
Queste conoscenze non sono nuove, le famiglie nobili di tutto il mondo continuano ad aggiornare i loro alberi genealogici generazione dopo generazione e raccontare le vicende di famiglia ai nuovi arrivati. Conoscere le proprie origini dà ai bambini un senso di continuità e orgoglio, riducendo l’ansia esistenziale e favorendo una maggiore autostima.
Tuttavia non è necessario avere re e conti per parenti per essere orgogliosi del proprio lignaggio. Tutti i bambini – e gli adulti – ricevono gli stessi benefici psicologici dal conoscere la propria storia. Che si derivi da un lignaggio di eroi, contadini o criminali non fa differenza: saperlo, conoscere la storia della propria famiglia rafforza la propria personalità e autostima.
I danni del silenzio
La scelta di ignorare – o peggio, nascondere – ai bambini il passato familiare crea danni. Danni di cui non ci rendiamo nemmeno conto perché noi stessi li abbiamo subiti. Infatti quanti di noi possono dire con sicurezza di conoscere la storia dei propri antenati, o anche solo dei nonni? Molto pochi.
I potenziali danni includono:
- Sensazione di alienazione e confusione riguardo alla propria identità: spesso mi chiedo chi sono veramente e non riesco ad allontanare il senso di disagio e confusione che provo nel non avere una risposta.
- Minore autostima, dovuta al senso di non appartenere a una rete di legami solidi: mi devo sforzare a fare le cose perché dentro di me ho paura e sento che “non ce la posso fare”.
- Difficoltà a elaborare emozioni complesse e a superare traumi familiari non riconosciuti: sento che c’è qualcosa che non va, che la mia vita non va come dovrebbe ma non capisco il problema e quando “il pilota automatico” che c’è in me parte, perdo il controllo.
- Ridotta capacità di comprensione empatica verso se stessi e gli altri: faccio difficoltà a riconoscere cosa provo e di che cosa ho bisogno, confondo spesso ciò che voglio con ciò che mi servirebbe davvero, non riesco a capire gli altri.
- Difficoltà a gestire i conflitti: quanto qualcuno non è d’accordo con me e io perdo il controllo, lo attacco o scappo.
- Incapacità di riconoscere il proprio valore: non so quanto valgo e comunque non sarà mai abbastanza, non so di cosa sono capace e se qualcuno me lo chiede penso “non sono capace di niente”.
- Incapacità di sviluppare relazioni sane: accetto di essere sottomesso o cerco di dominare gli altri, faccio fatica ad accettare gli altri per quello che sono e cerco di cambiarli o di adattarmi a loro per essere accettato.
In sintesi, evitare di esplorare la propria storia familiare può limitare lo sviluppo emotivo e relazionale del bambino, impedendogli di costruire basi solide per affrontare la vita con sicurezza e consapevolezza.
Vi riconoscete in qualcuno di questi punti?
Se volete togliervi questi blocchi, iniziate ad intervistare nonni e parenti vari e soprattutto, iniziate a raccontare storie ai vostri figli. Comprese le storie della VOSTRA vita.
I racconti familiari
Conoscere le storie di famiglia e le proprie origini aiuta i bambini a crescere. Infatti scoprire l’albero genealogico e ascoltare le vicende dei propri antenati (genitori compresi) fa sì che il bambino si senta inserito in un gruppo più ampio, che lo circonda e lo sorregge. Il senso di appartenenza e radicamento sono fondamentali per costruire una solida identità personale.
Inoltre raccontare le dinamiche familiari aiuta il bambino a capire “perché lui è così” e “perché gli altri si comportano così”. Da questa comprensione lui poi potrà riconoscere modelli di comportamento e valori che sceglierà se riportare nella propria vita o se lasciarseli alle spalle. In ogni caso, capire le motivazioni alla base del comportamento aiuta ad aprirsi agli altri, a capirli e ad interagire meglio con loro.
Altri benefici includono:
- Rinforzo dell’autostima: non sono da solo, sono parte di una storia più ampia.
- Maggiore resilienza emotiva: riconoscere sfide, disastri e successi familiari insegna a gestire momenti difficili.
- Sviluppo delle capacità narrative e riflessive: i racconti stimolano la creatività e il pensiero.
- Rafforzamento del senso di continuità e identità: sono parte di qualcosa di più grande, mi trovo su una base stabile e posso pensare a cosa fare nel mio futuro.
Incorporare il racconto delle storie famigliari nel percorso di crescita dei bambini rappresenta una pratica educativa preziosa, capace di connettere passato, presente e futuro in modo significativo e armonioso.
Come fare?
Vi lasciamo qualche suggerimento pratico ma create anche voi le vostre modalità:
- Libro con le storie familiari da sfogliare insieme
- Creare un albero genealogico e parlare dei vari parenti
- Guardare foto e raccontare le storie corrispondenti
Se non avete idea da dove iniziare, potete farlo con queste semplici schede da compilare e creare pian piano il vostro libretto di famiglia!!
Buon lavoro e buone storie!




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