Creare regole in sé non è negativo. Un bambino piccolo avrà più regole di uno grande e le regole man mano che crescerà andranno sempre di più negoziate.

I bambini sono come fiori che sbocciano, all’inizio sono stretti e poi pian piano gli si offre il mondo intero.

Le regole però devo essere poche e sensate e, soprattutto, scelte a tavolino e non seguendo l’emozione del momento.

Se voi date regole basandovi sulla rabbia “questo non si fa!!!”, sulla tristezza “ti avevo detto di non romperlo!” o sulla paura “no, non farlo altrimenti!!!!” trasferite il trauma.

Ci sono dei casi limite in cui questo trasferimento del trauma può essere utile, come nel caso in cui vostro figlio voglia saltare da una finestra o iniziare a drogarsi ma si tratta di eventi rari in quanto nella maggior parte delle esperienze quotidiane non ci troviamo in situazioni di vita o morte.

Cari genitori…

Fermatevi, riflettete su che cosa è importante per voi e scrivetevi (entrambi i genitori!) quali sono le regole che volete imporre ai vostri figli.

Dopodiché quando sarete entrambi d’accordo sul farle rispettare, comunicatele ai bambini. Facendo così vi renderete conto che avete troppe regole, che queste regole non sono condivise tra voi adulti, che non sapete nemmeno voi cosa volete… fatevi una lista, queste sono le cose più importanti.

Tutto il resto, quello che riguarda la gestione quotidiana, negoziatele come famiglia, creando le vostre regole situazionali.

Prendetevi un giorno, che può essere una volta a settimana, o al mese e raccontatevi cosa avete bisogno come persone, che regole vorreste… e decidete tutti assieme come fare. Queste regole saranno valide fino a successiva ratifica in una riunione successiva.

Le regole condivise sono più facili da far rispettare di quelle imposte (vedrete che la difficoltà sarà più vostra nel rispettarle ogni volta che nel farle rispettare a loro).

In ogni caso, che si tratti di regole condivise o imposte, ricordatevi che -anche se si tratta dei vostri figli – vi state interfacciando con un’altra persona e che, come tale merita rispetto. Come non urlereste addosso ad un adulto (spero) che infrange una regola, non urlate nemmeno a loro, dite come vi sentite, di cosa avete bisogno e ricordategli che su quell’azione specifica c’è una regola.

Per far rispettare le regole il fermarsi a riflettere, il comunicare e il rispetto dell’altro sono la chiave.

Fermatevi e parlate.

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