L’educazione alla WhiteWolves Academy è basata sul racconto di un Lupo, Aci, che vuole diventare Re del Mondo e del suo antagonista, Rumek.

Aci e il suo gruppo di Esploratori si oppongono strenuamente al malvagio Rumek con l’obiettivo di aiutare ogni essere umano a diventare Re e Regina di sé stesso sconfiggendo il perfido rospo che invece vuole la sottomissione dell’intero pianeta.

  1. Lo storytelling come arma da guerra
  2. Quando usare lo storytelling
  3. Il backstage di Aci
  4. I personaggi
    1. Il fondatore
    2. La responsabile web
    3. Gli esploratori
    4. I nemici

Il titolo è volutamente provocatorio, anche se è vero che lo storytelling è una tecnica così potente da essere usata CONTINUAMENTE per il controllo della popolazione sia a livello governativo che economico. Noi più umilmente la useremo per superare la difficoltà a mettersi in gioco e affrontare compiti che non ci piacciono.

Lo storytelling è esattamente quello che suggerisce il nome: un racconto. La mente umana è formata per creare e ricordare storie, è uno dei mezzi più efficaci che abbiamo per memorizzare. Esistono miliardi di studi sull’efficacia dello storytelling per cui non mi dilungo e gli interessati possono fare una ricerca per approfondire l’argomento.

In ambito educativo, lo storytelling è sempre valido ma a nostro avviso è eticamente più corretto limitarlo alla fascia dei 6-12 anni. Questo perché la mente umana è straordinaria e nella sua crescita affronta delle fasi precise.

  • Dagli 0 ai 5-6-7 anni i bambini hanno una motivazione interna innata che li spinge a cercare esattamente ciò di cui hanno bisogno. In poche parole, non hanno bisogno di un intervento esterno per motivarsi ed imparare. Altra caratteristica di questa fase è che i bambini non hanno sviluppato la fantasia (che è un abilità diversa dalla creatività) per cui credono che tutto ciò che gli venga raccontato sia vero.
  • Dai 5-6-7 anni i bambini sviluppano la fantasia ma perdono la spinta ad auto-motivarsi. Questo accade perché a quell’età l’attenzione del bambino non è più verso sé stesso ma verso la società che lo circonda, in pratica è il momento in cui il bambino adatta sé stesso alla società in cui vive (mentre prima lo sviluppo è più o meno uguale in tutte le culture). Per fare questo processo smette di interessarsi alle cose e si interessa agli eventi esterni. Questa è la fase migliore per lo storytelling perché i racconti sono eventi sociali, il bambino ormai è in grado di distinguere la fantasia dalla realtà e può usare le storie per motivarsi e superare momenti e compiti difficili.
  • Verso i 12-13-14 anni i bambini smettono di imitare il mondo esterno e ritornano a concentrare le proprie forze su sé stessi. E’ il momento in cui decidono chi sono e chi vogliono essere in relazione agli altri e al mondo. Da questo momento in poi la motivazione non sarà più spinta da forze inconsce (come accadeva nei primi anni) né legata ad eventi esterni (come dai 6 ai 14 anni) bensì il ragazzo diventerà in grado di auto-motivarsi da solo seguendo la sua propria volontà. Questa capacità rimarrà attiva anche in età adulta.

Alla WhiteWolves Academy aiutiamo i bambini dagli 0 ai 6 anni a seguire le loro spinte naturali e sosteniamo i più grandi nello sviluppo della loro abilità di automotivarsi. Per aiutare i bambini della fascia intermedia a restare ancorati a sé stessi senza perdersi per adattarsi alla società abbiamo creato un contesto fantastico in cui i bambini possono mettersi alla prova e prendere decisioni senza per questo intaccare la loro capacità di adattarsi al mondo reale. In poche parole, in un età che spinge i bambini ad essere finti per adattarsi al mondo reale, noi abbiamo creato un contesto in cui i bambini possono essere veri in un mondo finto.

E’ giusto che i bambini conoscano la società in cui vivono, il loro è un meccanismo di sopravvivenza perfettamente funzionante. Il problema è che non viviamo in un epoca in cui chi non si adegua viene ucciso ma nemmeno in un epoca che aiuta le persone ad essere sé stesse. In questo momento storico adattarsi alla società significa accettare di entrare in un loop di consumi, cattiva alimentazione, standardizzazione, distrazioni, insicurezza e chi più ne ha più ne metta. In questa fascia i bambini non mettono in discussione la società, la assorbono. Noi però non vogliamo che quella diventi la loro realtà.

Usato in questo modo lo storytelling crea un mondo alternativo che può essere confrontato con la realtà di tutti i giorni aiutando lo sviluppo di un pensiero critico e sostenendo la volontà quando la spinta all’omologazione diventa troppo forte.

“La mia non è una scuola normale, non ti chiederò di sederti su un banco (sono un lupo, non lo posso fare nemmeno io!) né di fare ciò che ti viene detto di fare. La mia non è una scuola per grandi e neanche per bambini, la mia è una scuola per esseri umani che vogliono diventare Lupi, sconfiggere il re rospo Rumek e diventare i Re e le Regine del domani.

Dovete imparare a conoscervi, conoscere il mondo e diventare pronti a lottare per ciò che credete. Se volete unirvi a me e diventare parte della Maestosa e Segretissima organizzazione dei Lupi Bianchi vi aiuterò a farlo.”











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Una replica a “L’importanza dello storytelling”

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