TEMPISTICHE
La WhiteWolves Academy lavora su 12 mesi, con un tempo medio di 6 settimane per modulo (in pratica, 6 settimane di lavoro e due di pausa).
Potete allungare o accorciare i tempi sulla base della vostra organizzazione e delle necessità dei bambini ma considerate che per ogni modulo servono in media 2 mesi.
Per quanto riguarda i tempi delle singole attività, potete allungarli o accorciarli a seconda del tipo di metodo che sceglierete e dalle capacità ed interessi del bambino stesso.
Noi abbiamo calcolato 10-15 minuti ad attività.
FASI DI STUDIO E PAUSE
ORGANIZZAZIONE IN BLOCCHI
Come aiuto alla concentrazione e programmazione giornaliera e per mantenere la mente fresca e attiva vi consigliamo di dividere lo studio in blocchi da distribuire durante la giornata.
Per esempio, l’Impronta del Lupo è composta di 3 fasi:
- Fase 1: indagine
- Fase 2: discipline
- Fase 3: racconto per lo sviluppo delle capacità di leadership
Ogni fase è composta da diverse attività ed esercizi e i bambini sono liberi di gestirsi le fasi come desiderano durante la giornata (potete anche scegliere di gestire voi i tempi ma non ve lo consiglio, libera scelta e motivazione sono grandi amiche).
Le fasi sono intercambiabili (es. si può fare prima l’indagine, poi le discipline e poi il racconto oppure prima il racconto, poi l’indagine…) tuttavia per l’Impronta del Lupo vi consiglio di rispettare l’ordine delle fasi in quanto sono strutturate dalla più faticosa alla più semplice. In questo modo si aiuta il bambino rispettando il suo livello di energia (quando si inizia è molto più alto che alla fine e le attività sembrano più facili).
LA PAUSE
Le fasi sono separate da pause lunghe e non si può passare direttamente da una fase all’altra senza fare altro.
Ci sono bambini che scelgono di fare anche 5 ore di studio di fila unendo tutto in un blocco unico ma a livello celebrale è un’attività inutile perché riescono a finire gli obiettivi giornalieri ma il cervello va in sovraccarico di informazioni e non apprende.
Per passare da una fase all’altra è necessario scegliere di fare altro (non un’attività strutturata ma una scelta dal bambino!!), anche solo una passeggiata o un gioco, ma fare altro.
All’interno delle fasi sono previste ulteriori “pause minori” che servono a riprendere le energie e sostenere lo sforzo. Le pause sono fondamentali, è il momento in cui il cervello si rilassa e rielabora le informazioni ricevute, scegliendo se conservarle o no.
Per riassumere:
- Tra una fase e l’altra: respiri profondi, ginnastica (movimento fisico di qualunque tipo, basta muoversi) e attività a scelta
- Tra un argomento e l’altro della stessa fase: respiri profondi e ginnastica
- Tra un esercizio e l’altro dello stesso argomento: respiri profondi
ORGANIZZAZIONE GIORNALIERA
Ho il programma per 2 mesi ma cosa faccio concretamente giorno per giorno?
Potete organizzarvi le discipline come volete ma per una crescita bilanciata vi consiglio di seguire il seguente schema.
UNSCHOOLING e BAMBINI APPENA ENTRATI nel progetto:
- Fase 1: attività di matematica dall’elenco
- Fase 2: attività di italiano dall’elenco
- Fase 3: attività di inglese dall’elenco
GIOCHIMPARO e BAMBINI UN PO’ PIU’ ESPERTI
- Fase 1: attività delle discipline WWA (natura, umanità…)
- Fase 2: attività di matematica dall’elenco; attività di italiano dall’elenco; attività di inglese dall’elenco
L’IMPRONTA DEL LUPO e BAMBINI PROFESSIONISTI
- Fase 1: attività sulla frase-indagine del modulo
- Fase 2: attività delle discipline WWA (natura, umanità…); attività di matematica dall’elenco; attività di italiano dall’elenco; attività di inglese dall’elenco
- Fase 3: lettura del racconto
L’ORDINE DELLE ATTIVITA’
Ok, ho questo elenco… devo svolgere le attività in ordine? No.
Le attività delle discipline del singolo modulo possono essere svolte in qualsiasi ordine. Per esempio un giorno posso prendere la prima attività di italiano e il giorno dopo l’ultima.
Le attività tra un modulo e l’altro invece sono graduate per cui richiedono di aver fatto le precedenti per passare alle successive.
Vi faccio un esempio per farvi capire il concetto:
- Italiano modulo 1: comprensione letterale livello 1; scrittura livello 1; lettura livello 1…
- Italiano modulo 2: comprensione letterale livello 2; scrittura livello 2; lettura livello 3..
- …
Ognuna delle attività che trovate nel modulo punta ad una competenza specifica per questo motivo possono essere svolte in qualsiasi ordine. Le stesse competenze vengono ripetute nei vari moduli diventando sempre più difficili.
ORGANIZZARE LE SINGOLE ATTIVITA’
Devo svolgere le attività esattamente come sono scritte, senza modificare nulla? No.
La lista vi dà argomenti e competenze da sviluppare ma potete inserirle all’interno di qualsiasi metodo e argomento che desiderate. Lo stesso esercizio può essere svolto in mille modi diversi e con mille materiali diversi, dipende da voi cosa volete fare.
Se siete nuovi all’insegnamento o volete avere qualche ispirazione, potete sfruttare la Fabbrica delle Attività. Qui troverete idee e istruzioni per creare attività con metodi diversi (es. Montessori, 5E, indagini…), lasciatevi ispirare! Se lo desiderate potete mandarci le vostre creazioni al nostro indirizzo email whitewolvesacademy@gmail.com e metterle a disposizione di altri bambini e famiglie.
AUTOVALUTAZIONE E PROGRAMMAZIONE
Per poter seguire al meglio il livello di sviluppo delle conoscenze e competenze è necessaria una piccola autovalutazione dopo ogni esercizio, per capire dove è necessario esercitarsi di più e quando chiedere aiuto.
Per non appesantire il lavoro dei bambini, è sufficiente inserire una piccola icona che possano colorare. Lo stesso possono fare gli adulti quando valutano il livello dei bambini.
Nel caso della WWA, la nostra icona sono i lupi da colorare.
- 3 Lupi colorati = ho capito ed è facile
- 2 Lupi colorati = ho capito ma ho bisogno di allenarmi
- 1 Lupo = non ho capito, ho bisogno dell’aiuto di qualcuno
Questo rende molto facile individuare le capacità che hanno bisogno di essere rafforzate.
Fate attenzione però che all’inizio i bambini hanno bisogno di un confronto per imparare a riconoscere dentro di sé i segnali di quando hanno realmente capito, di quando si devono allenare e di quando hanno bisogno di aiuto. Diventano rapidamente percettivi ma anche l’autovalutazione è una capacità che va imparata e allenata quindi all’inizio aiutateli in questo.
ALLENAMENTO E RIPASSI
HO CAPITO
Se un’abilità è stata compresa e appresa, si possono pianificare i ripassi. Secondo le neuroscienze, il ritmo di ripassi ideale per mantenere le informazioni a mente è:
- il giorno dopo
- la settimana dopo
- il mese dopo
- dopo sei mesi
Quindi se il bambino ha colorato 3 lupi, fategli segnare sul diario (o, nel caso che non sia ancora abituato ad organizzarsi da solo, fatelo voi per lui) che quelle giornate una delle attività da svolgere sarà quella. Non serve che l’attività sia lunga, è un semplice ripasso, bastano 5 minuti per risvegliare il cervello e fargli capire che quella è una cosa che vi interessa e che la volete mandare nella memoria a lungo termine.
HO CAPITO MA HO BISOGNO DI ALLENARMI
Se un’abilità è stata compresa ma non appresa, si pianifica l’allenamento. Per allenarsi segnate che per una settimana quell’attività verrà ripetuta ogni giorno (di nuovo, bastano 5 minuti) come parte degli esercizi della disciplina.
Se al termine della settimana c’è ancora bisogno di allenarsi, inserite l’attività anche nella settimana dopo. Se la cosa continua, provate a rifarla cambiando modalità. Ci sono cose che richiedono più allenamento di altre ma se si comincia a stagnare significa che c’è bisogno di approcciarsi da un punto di vista diverso.
Se invece l’abilità è appresa, comportatevi come nel “ho capito” qui sopra.
NON HO CAPITO, HO BISOGNO DI AIUTO
In questo caso procedete con l’assegnazione degli esercizi settimanalmente come nel “ho capito ma ho bisogno di allenarmi” ma seguite il bambino nel processo.
Iniziate spiegando cosa deve fare, eventuali accenni di teoria e aiutatelo fino a quando non sarà autonomo. Di nuovo, se continua a non capire o non gli interessa, cambiate approccio (il problema non è il contenuto ma come viene presentato), la Fabbrica delle Attività è qui per supportarvi.
Una volta capito, valutate se è il caso di fare ulteriore allenamento da soli come nel “ho capito ma ho bisogno di allenarmi”. Consiglio almeno 2 giorni di allenamento solitario come standard, anche se vedete che ha compreso.
UNIRE I MATERIALI O NO?
Una volta stabilito il programma giornaliero e le attività potete usarli così come sono assegnandole singolarmente al bambino o unendo l’intera giornata all’interno di una storia/racconto o tematica.
Per chi fa unschooling, unire gli insegnamenti sotto un argomento amato dal bambino può essere un grosso aiuto per inserire cose più noiose tipo quelle da studiare per l’esame.
Ad un livello superiore, si può usare un filo narrativo per dare un senso a quello che si impara, vedere come le conoscenze possono essere usate nella vita reale e imparare ad affrontare delle situazioni che altrimenti sarebbe complicato vivere in prima persona (es. posso anche studiare come funziona una frana e fare degli esperimenti ma di certo non posso andare a vederla da vicino! Il personaggio però può farlo e noi possiamo vivere le conseguenze senza rischiare di farci male).
Lo storytelling è uno strumento estremamente potente ma aggiunge “peso” cognitivo allo studio. Scegliete con attenzione se usarlo o meno a seconda del bambino che avete davanti, se si tratta di un bambino poco esperto o stanco, aggiungere pesi servirà solo ad allontanarlo dall’apprendimento. In questo caso è meglio un esercizio chiaro e semplice anche se isolato dal contesto.
CONSIGLI FINALI
Date più autonomia possibile ai bambini.
Lasciate che siano loro ad organizzarsi le giornate, a scegliere le attività, ad autovalutarsi e progettarsi lo studio. Ovviamente non tutto insieme, devono essere accompagnati nel processo (anche queste sono abilità che vanno apprese ed allenate!) però spingeteli in questa direzione.
Si, voi adulti siete più bravi a progettare attività fighissime, ad organizzare i tempi e a fare tutto ma qual è l’obiettivo? Farli divertire? Ci sono i parchi giochi per quello. Se l’obiettivo è farli crescere, permettetegli di farlo. Questo non significa che non possiate più organizzare attività bellissime con loro, fatelo, ma non dirigete al 100% il loro apprendimento perché se lo fate, non impareranno mai ad imparare.
Imparare ad imparare non è un’abilità che si sviluppa con la crescita, si sviluppa con l’allenamento. Un ragazzo di 12 anni dovrebbe essere già autonomo nel suo studio, almeno per quanto riguarda la sua organizzazione, perché da quell’età in poi il cervello passa ad una fase successiva in cui è pronto a fare ricerche e ad approfondire i vari ambiti di studio ma non può tuffarsi nell’oceano delle conoscenze umane se non ha mai imparato a nuotare.
E’ importante che i bambini possano allenarsi nelle abilità che gli serviranno durante la vita (e ditemi che organizzarsi e capirsi non lo è!) ma c’è anche un altro motivo per cui vi invito a lasciare autonomia ai bambini. Possibilità di scelta e automotivazione vanno a braccetto. Più una persona è capace di scegliere il suo percorso, più si sentirà invogliata a farlo.
Paradossalmente ha più successo un’attività noiosissima scelta dal bambino che un’attività meravigliosa scelta dall’adulto. Più permettete ai bambini di avere controllo sul loro apprendimento (argomenti, tempi, attività…) più i bambini vorranno studiare.
Il motivo è semplice, vale per tutti gli esseri umani: noi vogliamo sentire di avere il controllo della nostra vita e ci sentiamo al sicuro solo quando sappiamo di tenerne le redini. Pensate ad un compito noioso come pulire casa, avete più voglia e motivazione di farlo quando vi fate una scaletta mentale di quello che dovete fare o quando il vostro compagno/a vi fa una lista delle cose che dovete fare dicendovi quando farle? Magari il vostro compagno/a può essere un genio dell’organizzazione ed un esperto di pulizie ma dopo un po’ non ne potrete più di sentirvi dire cosa fare. Lo stesso vale con i bambini.
Se volete che crescano come persone coscienti ed autonome, permettetegli di farlo. Siate lì quando hanno bisogno di aiuto ma progettate in modo che possano farcela da soli.




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